I miei primi 40 anni Picture
ACI E GALATEA
       

L'Etna con il suo prolungato pennacchio di fumo e di fuoco non lo spaventava. Viveva in simbiosi col monte che governava dall'alto del suo possente sito la terra di Trinacria.
Il padre suo Fauno e la diletta madre, la ninfa Simete, l'avevano allevato in quei luoghi, ove il fanciullo Aci vagava libero tra il verde fiorente dei prati assieme al suo numeroso gregge. Era solito sedersi sulla nuda pietra con il mento tra le mani e mirare il paesaggio lontano, che sembrava concludersi al mare, formando un tutt'uno col cielo.
Raramente un viandante o altri pastori giungevano in quel luogo. Il latrare dei cani di guardia alle pecore ne annunciava l'eventuale prossimo arrivo.
Prima compariva un puntino lontano che s'avvicinava lentamente per l'erta e stancante salita, per poi tramutarsi in essere umano e giungere finalmente al cospetto del giovane pastore. Bastava un grido od uno sguardo, perchč i cani tacessero, per subito dopo accogliere con insistenti scodinzolamenti l'ospite. S'agguattavano calmi, ricadendo nel loro usuale letargo quotidiano.
Aci salutava con gioia il pellegrino. E s'era l'ora del suo frugale pranzo, fatto di pane e formaggio, spartiva con l'inaspettato ospite quel poco che aveva.
Gli capitava spesso d'incontrare i Ciclopi che dimoravano nei pressi della zona abituale del suo pascolo. Abitavano questi esseri dal corpo spropositato in alcune caverne atre, pił a monte. Anch'essi vagavano per le pendici dell'Etna per pascolare le loro greggi.
Non c'erano degli intensi rapporti umani tra Aci e quella razza strana di uomini. Soltanto qualche cenno di saluto, e basta.
Il pił restio di tutti si mostrava Polifemo, con cui pił volte Aci era venuto a diverbio per l'invadenza del Ciclope, che col suo gregge pretendeva l'esclusivitą del pascolo.
Aci con fare tranquillo, com'era nella sua indole, evitava il peggio scendendo pił a valle.
Per fortuna del pastorello, questi soprusi non erano fatti costanti, ma infrequenti.
Il pastorello era divenuto, oramai, un bellissimo giovane dagli occhi cerulei e dai capelli fulvi pił del biondo oro, pił alto di una spanna dei suoi coetanei e con membra asciutte ed agili.

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